BOOK DUO - Connessione di rete

Buongiorno, ho un MY BOOK DUO collegato alla rete.
Ho dovuto staccarlo dal pc attraverso il quale lo vedono tutti i pc dell’ufficio e alla riconnessione viene visto solo come CHIAVETTA USB ma non come rete.
Come devo fare?
Grazie

Buongiorno Michele e benvenuto nella Community,

Si tratta di un My Book Duo (disco esterno) o My Book Live Duo (disco di rete), ed in precedenza come era configurato il collegamento in rete?

Il disco esterno in quanto tale è ovviamente predisposto per essere collegato via USB ma non in rete, mentre il disco di rete, se non connesso al router, può funzionare come disco di rete ma riconosciuto dal solo PC a cui è collegato, e non tramite cavo USB ma cavo Ethernet.

Grazie

Buongiorno,
si tratta di un MY BOOK DUO ed era visibile da tutti i pc tramite rete
Grazie della risposta

Buongiorno Michele,

Ti chiedo scusa ma non ho inteso ancora bene la tua situazione, pertanto, a scanso di equivoci, allego i link dei data sheet dei rispettivi prodotti:

Il My Book Duo è una memoria esterna che funziona solo se collegata ad computer tramite USB, e quindi riconosciuta solo da quel computer.
Il My Book Live Duo è invece un disco di rete, pertanto se è collegato ad un router/modem viene riconosciuto dai vari PC che sono all’interno della rete. Se invece è collegato direttamente ad un singolo PC viene visto solo da quel PC. Il collegamento però dovrebbe necessariamente avvenire tramite cavo Ethernet e sarebbe quindi strano che venga poi visto come chiavetta USB.

In entrambi i casi quindi non sarebbe possibile che il disco, quale che sia, venga riconosciuto da più PC nella rete, a meno che non siano state fatte delle condivisioni a livello di sistema operativo, sulle quali però non mi sarebbe possibile intervenire.

Ti consiglierei quindi di contattare chi si occupa della parte informatica nel tuo ufficio e/o il Supporto Tecnico per ulteriori chiarimenti su quanto scritto sopra.

Grazie

Grazie mille,
in effetti ho risolto il problema e mi sono allarmato per poco.
Grazie ancora,
Michele